
Debutti nel film Basilicata coast to coast
ROMA – Ci sono tre debutti nel road movie musicale Basilicata coast to coast, dal 9 aprile in 150 sale distribuito da Eagle Pictures: quello di Rocco Papaleo, attore dalla carriera ultraventennale, come regista, del cantautore Max Gazzè come coprotagonista e di Giovanna Mezzogiorno come cantante. Il film, girato in grande armonia vista l’amicizia che lega tutti gli interpreti, fra i quali anche Alessandro Gassman e Paolo Briguglia ha significato per Papaleo, autore anche delle canzoni e della sceneggiatura, con Valter Lupo «coronare un sogno. Avevo fatto leggere il soggetto a Giovanna e lei, ha iniziato un’opera di trapanamento per convincermi a dirigerlo».
Nata dall’esperienza di teatro-canzone del regista, la pellicola la racconta il divertente viaggio a piedi di una band di amici, fra splendidi paesaggi, prove, canzoni, incontri, scoperte interiori, amori più o meno duraturi, da Maratea a Scanzano Jonico, per partecipare a un festival musicale. A comporre il gruppo sono: Nicola, professore liceale (Papaleo), con tanti sogni inespressi, sposato a una moglie che sta esaurendo la pazienza (Michela Andreozzi); Franco (Gazzè), falegname con la passione del contrabbasso, che da anni ha deciso di non parlare più; Salvatore (Briguglia), ex studente di medicina; il cugino Rocco (Gassman), divo televisivo di una stagione ma ancora idolo locale e Tropea (Mezzogiorno), giornalista annoiata, che li segue (inizialmente) di malavoglia.
«Questo film non vuole essere un omaggio solo alla mia terra – spiega il lucano Papaleo, classe 1958 – perchè la mia terra è tutta e il federalismo sentimentale mi è sempre stato antipatico». L'attore vorrebbe che
La Mezzogiorno, diventata amica di Papaleo 12 anni fa sul set di Del perduto amore spiega: «Il mio personaggio mi fa tenerezza.
Gazzè, autore anche della canzone sui titoli di coda, Mentre dormi, che anticipa l’uscita del suo nuovo album, in arrivo fra qualche settimana, si è convinto del suo personaggio
di Francesca Pierleoni - ANSA
Papaleo, insieme a musica e divertimento, mette anche la questione meridionale, quella ambientale (il gruppo si chiama «Le pale eoliche»), un ricordo di Carlo Levi- «un’icona per noi lucani, per quel Cristo si è fermato a Eboli che rappresenta il nostro modo di pensare gli intellettuali, di affrontare il mondo»- e, contestualmente, di Gian Maria Volontè, «a cui, nel film, dedichiamo un brindisi, che è per lui e per tutti gli attori che intendono il mestiere in una certa maniera».
«La questione del Sud è importantissima per me, è passione e fardello che ho addosso da sempre. Ecco perchè spero che
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